The legend

In un caldo pomeriggio d’estate del lontano 2007, tre giovani chiacchieravano bevendo una birra sdraiati all’ombra di un fico. Sentirono la voglia di rompere la noia e cominciarono a sognare di diventare imprenditori delle proprie idee. Ma quali? Pensa e ripensa, pensa ancora ma eccoli scendere dalle nuvole: “A” si ricordò di dover andare ad aiutare il nonno, la madre di “L” invece lo chiamò strillando perché aveva finito il sale; infine “F” andò dalla nonna. Si diedero appuntamento dopo un’ora all’ombra dello stesso fico.

“A” arrivato alla rimessa del nonno, trovò il trattore coperto da un vecchio sporco telone di camion, lo scoprì e aiutò il nonno a far funzionare il vecchio rudere. Il telone con stampe blu e rosse che copriva il trattore non serviva più allora lo caricò nella sua macchina per portarlo in discarica.
“L” inforcò la bici per andare a fare la spesa, passò a casa e lasciò tutto alla madre, poi riprese la bici e corse verso il fico. La solita sfortuna, quasi arrivato forò la ruota anteriore, tentò di smontarla ma scoprì che la camera d’aria era bucata. Ingegnandosi per trovare il modo di ripararla, si incamminò verso il luogo del ritrovo, rassegnato a farsi deridere dai due amici. Infine “F” andò dalla nonna perché le si era inceppata la macchina da cucire mentre confezionava astucci di feltro colorato per le nipotine. Dopo aver preso la mancia dalla nonnina per aver risolto il problema, raggiunse gli amici portando con sé il pezzo di feltro rosso rovinato.

“A”, “L” ed “F” non se ne accorsero ma proprio in quel momento il fato li stava portando verso una soluzione. Mentre si sbeffeggiavano tra di loro per i compiti ingrati svolti nel frattempo, passò di lì il vecchio Ciro, bizzarro zitello conosciuto in paese, che, accucciatosi per raccogliere chissà cosa, si ritrovò con i calzoni alle ginocchia. I tre scoppiarono a ridere tanto che il vecchio burlone se la diede a gambe levate tenendosi stretti i pantaloni e imprecando i ragazzi. Fu allora che la missione divenne chiara ai nostri tre giovani e l’illuminazione prese la forma di una cintura. “A” “L” ed “F” confezionarono per il povero Ciro la prima ALF belt composta dal telone di camion, la camera d’aria bucata ed il feltro rosso. Ben presto nel piccolo paesino si sparse la voce, e tutti cominciarono a chiedere le originali e colorate ALF belt. Il vecchio sogno sotto il fico si realizzò e prese il nome di alf re-creation. Ma la creatività non ha limiti. Provando e sperimentando, i tre giovani scoprirono quale ricchezza si cela dentro ad oggetti, materiali rovinati ed usati per dare storia ed unicità ad ogni creazione.

Tra verità e leggenda, alf re-creation ora è realtà. Re-place. Re-made. Re-birth. Let’s play!